Linfonodo grave nel collo con una mano

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Dona Ora. È una malattia tumorale che origina dalle cellule linfoidinormalmente presenti nel sangue, nel midollo osseo, nei linfonodi e in molti altri organi. Le cellule tumorali perdono completamente le caratteristiche della cellula di origine e, al microscopio sono facilmente riconoscibili perché assumono caratteristiche peculiari cellule di grandi dimensioni, spesso binucleate.

Trattandosi di agenti cui tutti noi siamo esposti è difficile indicare comportamenti o fattori di rischio da evitare. Nella maggior parte dei casi il primo linfonodo grave nel collo con una mano del linfoma linfonodo grave nel collo con una mano Hodgkin è il rilievo, spesso casuale, di linfonodi aumentati di volume al collo o in altre parti del corpoin genere non dolenti. La diagnostica per immagini con ecografie, TAC e soprattutto la PETè indispensabile per la esatta definizione delle sedi di malattia.

Ogni anno 3,5 — 4 persone ogni Già da molti anni è possibile ottenere la completa guarigione della maggior parte dei pazienti con questa malattia, grazie alla elevata sensibilità alla chemio e alla radio - terapia. Anche la possibilità di avere figli è di solito conservata, anche se è opportuno proporre ai giovani pazienti di effettuare, prima del trattamento, un congelamento del liquido seminale nei maschi e del tessuto ovarico o di ovociti nelle donne.

Dopo aver ottenuto la diagnosi istologica si deve effettuare la stadiazione della malattiavale a dire la valutazione delle sedi interessate, mediante indagini di diagnostica per immagini. La biopsia osteomidollare veniva effettuata fino a poco tempo fa in tutti i pazienti per verificare eventuali localizzazioni nel midollo osseo; oggi la PET consente di evitarla.

Sulla base della estensione della malattia stadio e della presenza o meno di alcuni fattori di rischio viene stabilito un programma di trattamento adeguato alla situazione del paziente. Il trattamento prevede oggi invariabilmente una polichemioterapiasolitamente somministrata in regime ambulatoriale con disagi limitati per il paziente. Altri schemi di trattamento più aggressivi hanno in alcuni casi dimostrato una efficacia superiore, linfonodo grave nel collo con una mano a prezzo di una tossicità non sempre accettabile.

La radioterapia, in passato elemento cardine della terapia è oggi impiegata in campi e dosi molto più ridotte, allo scopo di limitare la tossicità a distanza. In caso di risposta subottimale o di non risposta alcuni programmi di trattamento prevedono una intensificazione della terapia. Anche nel linfoma di Hodgkin esiste una quota, fortunatamente minoritaria, di pazienti in cui la malattia assume caratteri di aggressività e resistenza alle cure. Questi nuovi presidi consentono di recuperare un maggior numero di casi resistenti ma anche, potenzialmente, di rendere ancor più efficaci e meno tossiche le cure per tutti i pazienti.

Leucemia è un termine con il quale si indica un insieme di malattie maligne del sangue che originano dalla proliferazione tumorale di una cellula ematopoietica. Negli individui affetti da leucemia, il midollo osseo perde la capacità di generare cellule normali acquisendo quella patologica di produrre cellule tumorali.

Le cellule tumorali, sfuggendo ai fisiologici meccanismi di controllo, tendono ad accumularsi nel midollo stesso e, invadendolo, ne alterano progressivamente la funzione. Sulla base della rapidità del decorso, si riconoscono leucemie acute a rapida evoluzione o croniche a lenta evoluzione. Sulla base del tipo di cellula ematopoietica coinvolta, si riconoscono leucemie linfoidi o mieloidi. Quindi le principali forme a noi note sono: la leucemia linfatica acutala leucemia linfatica cronicala leucemia mieloide acuta e la leucemia mieloide cronica.

Gli eventi biologici che portano allo sviluppo di tali alterazioni non sempre sono noti. Si tratta quindi di alterazioni acquisite con la malattia stessa. Esistono delle condizioni molto rare in cui la leucemia ha delle caratteristiche familiari per la frequenza con cui alcuni individui di un medesimo nucleo familiare ammalano.

In questi casi la predisposizione genetica è un elemento critico. Nello sviluppo di alcune forme di leucemia sono stati chiamati in causa anche virus quali quelli della famiglia HTLV. Va infine ricordato come anche alcune malattie ereditarie ad esempio la sindrome di Down si associno ad un aumentato rischio di ammalare di leucemia.

Si tratta di un test di facile esecuzione, in grado di fornire importanti informazioni rispetto al buon funzionamento del nostro midollo osseo.

I sintomi linfonodo grave nel collo con una mano espressione della progressiva invasione del midollo osseo e della sua conseguente perdita di funzione.

Non è infrequente che nelle leucemie croniche il paziente non lamenti alcun sintomo e la diagnosi sia posta occasionalmente sulla base di esami eseguiti di routine. Tanto sul sangue che sul midollo osseo si effettuano delle indagini cromosomiche e genetiche che sono indispensabili per la diagnosi e per la scelta terapeutica.

Si effettuano anche esami aggiuntivi quali quelli radiologici ecografia, TAC, risonanza magnetica ed il prelievo di liquido cerebrospinale con puntura lombare per escludere o confermare il coinvolgimento di altri organi nel processo leucemico. I progressi più consolidat i riguardano il trattamento della leucemia mieloide cronica.

Da segnalare che le forme meno aggressive di leucemia linfatica cronica richiedono una semplice osservazione con monitoraggio dei parametri ematici. La chemioterapia e il trapianto di midollo osseo continuano invece a rimanere un linfonodo grave nel collo con una mano del trattamento delle leucemie acute.

In questo senso, sono paradigmatici gli eccellenti e consolidati risultati ottenuti nella cura della leucemia linfoide acuta del bambino. A cura del Prof. La leucemia è un tumore delle cellule del sangue, caratterizzata da una proliferazione anomala della cellula staminalecioè non ancora differenziata e con molte potenzialità.

Ci sono diversi tipi di leucemia acuta e si classificano e linfonodo grave nel collo con una mano riconoscono in base al tipo di cellula affetta e in base al tempo di replicazione di queste cellule. Infatti la mancata produzione dei globuli rossi, delle piastrine e dei linfonodo grave nel collo con una mano bianchi normali, produce rispettivamente anemizzazione, emorragie e possibili gravi infezioni.

Il tipo di leucemia è determinato dal tipo di cellula affetta; avremo quindi:. Diversi sono i fattori di rischio che possono concorrere nel causare la leucemia acuta, ma nessuno di essi è veramente certo. Per il fatto che non è nota una causa specifica, non è possibile attuare un piano di prevenzione di questa malattia e non ci sono indagini di screening da poter effettuare come nel caso di alcuni tumori solidi: è importante quindi saper riconoscere i sintomi.

Nel caso di una febbre persistente o di una infezione non rispondente alle comuni terapie antibiotiche, nel caso di eccessiva stanchezza e pallore cutaneo o di sanguinamenti spontanei e non provocati è consigliabile recarsi dal proprio medico curante ed eseguire, su consiglio e prescrizione di questi, le comuni analisi del sangue.

Altri sintomi includono: sudorazione eccessiva, ingrandimento di un linfonodo, o del fegato e della milza, gengive ipertrofiche o sanguinanti facilmente, dolori ossei. In alcuni tipi di leucemia acuta i blasti si possono accumulare anche nel sistema nervoso centrale producendo vomito, cefalea e confusione. Un esame emocromocitometrico ed una valutazione dello striscio del sangue venoso periferico permettono di sospettare la diagnosi di leucemia acuta, ma non di chiarirne il tipo.

La leucemia acuta è una malattia curabile con possibilità di guarigione variabile secondo il tipo di leucemia e di fattori prognostici. I pazienti che hanno una remissione completa per più di 5 anni si possono considerare guariti. Un attento follow-up del paziente che ha ottenuto la remissione completa è obbligatorio con analisi del sangue ed aspirati midollari periodici. La elevata tendenza emorragica di questo tipo di leucemia è determinata dal fatto che le cellule leucemiche che si accumulano nel midollo osseo emopoietico e nel sangue periferico sono in grado di produrre grandi quantità di sostanze proteolitiche, fibrinolitiche o ad azione pro-coagulante che comportano il rapido instaurarsi di una grave coagulopatia ad eziopatogenesi complessa che espone linfonodo grave nel collo con una mano paziente prevalentemente ad un levato rischio emorragico associato, in misura minore, anche ad un rischio trombotico.

Per quanto spesso dirimenti, le sole caratterizzazioni morfologica e citochimica non sono sufficienti per la linfonodo grave nel collo con una mano di LAP; sono infatti le tipiche anomalie citogenetiche e molecolari ad essere le fondamentali caratteristiche di questa malattia, la cui determinazione è essenziale per una diagnosi di certezza.

La LAP è infatti caratterizzata dalla presenza della traslocazione cromosomica bilanciata tra i cromosomi 15 e 17, t 15; Questa alterazione determina un blocco maturativo delle cellule staminali mieloidi che si arrestano allo stadio di promielocita, risultando in un accumulo a livello midollare di questo tipo di cellule.

Il raggiungimento delle remissione molecolare dopo la terapia di consolidamento è associato ad una sopravvivenza prolungata, mentre la conversione ad uno stato di positività precede una recidiva ematologica.

Il recente sviluppo della tecnica di biologia molecolare quantitativa RQ-PCR permette di determinare i livelli di riduzione o incremento del trascritto e di standardizzare le metodologie in diversi centri. Per tale motivo numerosi studi si sono concentrati su questo subset di pazienti. Un altro filone di studio degli ultimi anni è stato linfonodo grave nel collo con una mano quello di individuare dei fattori prognostici di base che possano essere in grado di individuare anticipatamente quali pazienti andranno incontro ad una recidiva dopo il trattamento: in questa ottica sia il gruppo cocperativo italiano GIMEMA che, più recentemente, il gruppo cooperativo spagnolo PETHEMA hanno dimostrato che le forme di LAP che esprimono, alla tipizzazione immunofenotipica effettuata alla diagnosi, elevati livelli di un antigene della filiera T-cellulare chiamato CD56 hanno una maggiore tendenza alla recidiva ponendosi la domanda se queste forme debbano essere trattate in maniera più aggressiva.

Diversi fattori, genetici ed ambientali, aumentano la probabilità di ammalarsi di LAM, anche se solo alcuni sono fattori accertati es. Questi fattori concorrono allo sviluppo di mutazioni o di altre aberrazioni cromosomiche che sono identificabili oggi in una buona percentuale di pazienti già alla diagnosi. Si possono identificare tre tipi diversi di LAM:. Queste analisi sono:. Il quadro clinico è caratterizzato da anemia, emorragie ed infezioni a causa della sostituzione, da parte delle cellule leucemiche, degli elementi cellulari normali presenti nel midollo emopoietico.

Si possono osservare linfonodo grave nel collo con una mano, calo ponderale e febbre, dolori ossei, sudorazione profusa per la liberazione linfonodo grave nel collo con una mano sostanze pirogene e citochine da parte delle cellule leucemiche.

La terapia ha la finalità di eradicare la malattia, per consentire alle cellule staminali cellule con alta capacità di replicazione e differenziazione di ripopolare il midollo osseo. La necessità di una procedura trapiantologica in prima remissione completa viene indicata da una serie di fattori prognostici di base e dalla qualità della remissione valutata dopo la terapia di consolidamento. A secondo della presenza di alcuni fattori biologici e clinici e dalla disponibilità o meno di un donatore, il paziente sarà avviato a trapianto allogenico di CSE o da donatore familiare compatibile o da donatore compatibile non familiare MUD.

Alternative possibili, ma riservate a casi selezionati, sono: il trapianto allogenico di CSE aploidentico cioè solo per metà compatibile e da CSE cordonali ottenute da cordone ombelicale. Per i pazienti anziani i criteri di selezione per la chemioterapia intensiva generalmente escludono pazienti con età superiore ai 75 anni e con co-morbidità patologie associate cardiologiche, epatiche o renali.

Lo schema di induzione è generalmente uguale a quello dei giovani, differisce solo per i dosaggi impiegati, che sono in genere leggermente più bassi. Una terapia post-remissionale per i soggetti tra 60 e 75 anni si basa su un consolidamento a dosaggio ridotto e su una successiva terapia di mantenimento o, in casi selezionati, su un autotrapianto di CSE, o come nuovo approccio ancora in studio con dati preliminari sulla possibilità di linfonodo grave nel collo con una mano trapianto allogenico di CSE RIC.

Le emorragie si linfonodo grave nel collo con una mano con la somministrazione di concentrati piastrinici quando le piastrine sono al di sotto delle Per la prevenzione delle infezioni si usano antibatterici ed antifungini; per il trattamento delle infezioni si usano trattamenti antibiotici o antifungini per via endovenosa empirici nel caso in cui non ci siano isolamenti colturali o mirati sulla base dei microorganismi eventualmente isolati.

Nei protocolli di fase I linfonodo grave nel collo con una mano tossicità è stata modesta e le risposte cliniche osservate sono soprattutto intese come clearance transitoria dei blasti periferici, quando utilizzati come singolo agente.

Attualmente sono in corso degli studi di fase II-III di associazione di tali inibitori con chemioterapia in maniera simultanea o sequenziale. In vitro risulta essere sinergico con il Tipifarnib. Si ricordano 3 sostanze attualmente in via di sperimentazione che sono la Rapamicina, il Sirolimus e il Temsirolimus che vengono associati a chemioterapia convenzionale in pazienti con malattia refrattaria o in recidiva.

Negli anziani è stata utilizzata come singolo agente con risultati promettenti. La leucemia linfoide acuta LLA è una neoplasia ematologica che origina dalla trasformazione neoplastica di un clone di linfociti B o T nel midollo osseo emopoietico.

Come conseguenza di questa trasformazione, un singolo clone di linfociti B o T andrà incontro ad un arresto dei processi di maturazione cellulare e ad una esaltata attività di proliferazione cellulare che comporta una diffusa infiltrazione di elementi leucemici nel midollo osseo emopoietico e nel sangue venoso periferico.

Epidemiologia: pur essendo una neoplasia rara, la LLA è il tumore più frequente nella popolazione pediatrica, con un picco di incidenza tra i 2 e i 5 anni di età. Eziopatogenesi: come la maggior parte delle neoplasie, anche per la LLA, è stata postulata una patogenesi multifattoriale, in cui concorrono fattori genetici e fattori ambientali. Linfonodo grave nel collo con una mano i fattori ambientali noti come leucemogeni ricordiamo il benzene, le radiazioni e i pesticidi.

Oltre agli esami sopradescritti, per un completo e corretto inquadramento diagnostico e per una stadiazione di base è necessario inoltre effettuare alla diagnosi:. I sintomi e i segni di questa malattia possono essere schematicamente suddivisi in 3 categorie:. Più rara, ma possibile, è la presenza di infiltrazione testicolare. Negli ultimi anni sono stati delineati in maniera dettagliata e universalmente riconosciuti i principali linfonodo grave nel collo con una mano prognostici in grado di predire un andamento clinico più favorevole o più sfavorevole sia nei pazienti pediatrici che negli adulti: nella maggior parte degli studi clinici i pazienti affetti da LLA vengono divisi in 2 differenti categorie di rischio: rischio STANDARD e ALTO RISCHIO.

Un elemento di notevole impatto sulla prognosi delle LLA è inoltre la valutazione della malattia minima residua MMR dopo la terapia, effettuata mediante tecniche di immunofenotipo o biologia molecolare: pazienti con MMR positiva dopo la terapia hanno una maggiore probabilità di andare incontro ad una ripresa di malattia e quindi possono beneficiare di un intensificazione del trattamento.

Terapia: la terapia della LLA è molto complessa e ha una durata approssimativa di 2 anni. Chemioterapia di induzione: ha lo scopo di ottenere la scomparsa delle cellule leucemiche dal midollo osseo emopoietico e dal sangue periferico remissione completa ; si basa generalmente su schemi a 4 o 5 farmaci Vincristina, Prednisone, Daunorubicina, Asparaginasi, Ciclofosfamide e ha una durata approssimativa di giorni.

Durante questa fase, della durata di circa 1 anno, è necessario effettuare delle periodiche reinduzioni, utilizzando linfonodo grave nel collo con una mano Vincristina e Daunorubicina. Durante tutte le fasi del trattamento è assolutamente linfonodo grave nel collo con una mano effettuare una profilassi delle localizzazioni del SNC mediante la somministrazione per via endorachidea rachicentesi medicate di chemioterapici in genere Methotrexate o Citarabina. In media il trattamento di una LLA prevede circa rachicentesi medicate per ridurre il rischio che, durante la terapia, si possa verificare una ripresa di malattia a livello meningeo.

Il trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche CSE da donatore familiare compatibile e da donatore non consanguineo ad alta affinità ha linfonodo grave nel collo con una mano precise indicazioni, specie nei pazienti pediatrici.

Generalmente viene effettuato: - nei pazienti ad alto rischio in prima linea di trattamento; - nei pazienti resistenti dopo la terapia di induzione; - nei pazienti che vanno incontro ad un recidiva precoce di malattia. Al momento attuale sono in corso molti studi che hanno lo scopo di valutare come meglio utilizzare queste terapie e come poterle combinare con la chemioterapia.